L'attesa

Passeggiare lungo il molo, godere della brezza del mare e finire per imbattersi nell’abbraccio intenso della speranza…

Accade così a Viareggio se, proprio da quel molo, si raggiunge l’estremità dello “scoglio di Tito” là dove la speranza è quella fiduciosa trepidazione che l’artista Inaco Biancalana ha scolpito nella sua commovente opera, L’Attesa.

Perché sperare è un po’ come aspettare, attendere ardentemente un ritorno, desiderare tutti insieme che da quel mare rientri il bastimento per restituire il marinaio alla sua sposa, il padre al suo bambino, il fratello alla sorella, il figlio all’anziano genitore…

Così Biancalana ha stretto in unico blocco scultoreo l’abbraccio serrato di una famiglia che attende il rientro del marinaio: la staticità della scultura si scioglie però nel movimento emotivo impresso negli sguardi scolpiti dall’artista nei volti dei protagonisti e che scrutano con intensità espressiva il lontano orizzonte.

Attesa e speranza sono insieme in questo guardare lontano, sono nella stretta di questo abbraccio, nella tenerezza suscitata dal racconto visivo di chi vive ancorato nel desiderio di un ritorno e, con fede salda, guarda e sfida perfino l’immensità del mare.

L’Attesa è una scultura che Inaco Biancalana ha scolpito nel legno nel 1947. Il gruppo scultoreo è alto 95 centimetri e appartiene alla collezione personale dell’artista.

Nel luglio del 2007 il Comune di Viareggio decide di rendere omaggio a Biancalana facendo collocare sullo “scoglio di Tito” una copia in bronzo che, per oltre tre metri di altezza, riproduce con maestosità e valenza scenica l’originale ligneo.

Il Territorio
Viareggio

Viareggio

Il tesoro della Versilia

Per apprezzare fino in fondo le peculiarità che rendono la cittadina di Viareggio unica, è importante conoscere le ricchezze che l’intero territorio versiliano da secoli conserva, sia a livello di materie prime sia di produzioni artigianali. Oltre al marmo, simbolo dell’attività produttiva locale con particolare riferimento alla località di Pietrasanta, il sottosuolo della Versilia è infatti ricco anche di minerali ferrosi che, dovendo soddisfare una domanda di utensili per lavorare la pietra, hanno portato alla sviluppo di una forte tradizione nelle ferriere.

Da qui hanno preso il via diverse lavorazioni artigiane di grande impronta artistica, quali: la fusione in bronzo, il mosaico, l’intarsio, la stamperia d’arte, la lavorazione del ferro, la ceramica e l’oreficeria che, unite alla scultura della creta e alla formatura, arrivano a costituire una varietà di applicazioni davvero singolare. Nel comune di Seravezza, a pochi chilometri da Viareggio, si trova il Museo del Lavoro - ospitato all’interno del Palazzo Mediceo -, che offre la possibilità di approfondire la vocazione alla valorizzazione artistica propria di questi luoghi.

Le tracce del sottosuolo

Si può dunque tracciare un filo che collega questo patrimonio territoriale alla tradizione nella cantieristica navale che storicamente caratterizza Viareggio: è possibile farne esperienza diretta non soltanto passeggiando sul molo per ammirare il volto più turistico della città, ma anche tra le mura del Museo della Marineria “Alberto Gianni”, ospitato nell’ex-mercato del pesce. Anche se in maniera differente, tra le stanze di Villa Argentina, le cui facciate vennero arricchite dalle ceramiche di Gallileo Chini prodotte dalle fornaci di Borgo San Lorenzo, si percepisce chiaramente l’appartenenza a una tradizione più ampia, l’espressione di un territorio che si fa arte.

Rivivere la tradizione

Messo da parte l’aspetto più folcloristico, anche lo storico Carnevale di Viareggio con i suoi carri maestosi si presenta come una delle sfaccettature di questa attitudine a rendere le risorse espressioni artistiche: attraverso il Museo del Carnevale, ma soprattutto addentrandosi nella Cittadella si può toccare con mano l’alta maestria degli artigiani a lavoro con la cartapesta ma anche scenografi, sarti, esperti di robotica. Qui sono riunite le professionalità più diverse che al tempo stesso rivivono il passato e raccontano il contemporaneo, unite da un unico scopo di bellezza, che però passa ancora dalle mani dalla tradizione.

(Continua)