Basilica di Santa Maria Maggiore

Una straordinaria Biblia Pauperum: i padri della Chiesa la vollero così, come una "Bibbia dei poveri" cioè come quel luogo sacro in cui poter comprendere attraverso le meraviglie e le impressioni dell’arte tutta la profondità della Parola di Dio; entrare in quegli spazi, alzare lo sguardo, scrutare tra i vuoti e i pieni, tra immagine e rappresentazione doveva equivalere ad addentrarsi nei contenuti spirituali della più alta letteratura sacra, nei meandri di quella storia divina che tocca il cuore fino ad elevare la condizione dell’animo umano. 

E, ancora oggi, varcare le soglie della Basilica di Santa Maria Maggiore è lasciarsi accompagnare, attraverso immagini e capolavori artistici, nella ricerca di una dimensione tutta spirituale: la attraversano un insieme di arti e di stili eterogenei, magnificenze dei periodi compresi fra il XII e il XIX secolo anche se la storia della basilica sembra aver avuto origine nel 1133 quando, in seguito ad una terribile pestilenza e carestia, la popolazione, stremata, invocò una supplica alla Vergine Maria promettendo la costruzione di una bellissima chiesa in segno di ringraziamento e devozione. 

La prima pietra fu posta nel 1137 e l’esterno della chiesa ha conservato l’originale architettura romanica anche se il tessuto costruttivo delle mura rivela registri diversi in base ai differenti tempi di edificazione: la parte orientale si esprime con grandi blocchi regolari e ben squadrati, tutto il resto è invece in blocchi più piccoli e irregolari; variegata è anche la tonalità della pietra arenaria utilizzata che regala una sequenza di gradazioni dal giallo ambrato al grigio pietroso; la particolarità all’esterno è data dalla mancanza di un ingresso centrale, gli accessi alla chiesa sono infatti quattro e tutti laterali. 

Lo splendore degli interni passa attraverso stucchi e affreschi in cui ammirare i suggestivi episodi contemplati nelle scritture: una sacralità della parola da riconoscere anche nella preziosità degli splendidi arazzi e nelle tarsie lignee realizzate su disegno dal celebre artista Lorenzo Lotto.

Il Territorio
Bergamo

Non si può fotografare Bergamo contando su un unico scatto panoramico, ne servono almeno due: il primo per catturare dal basso gli scorci storici della “Città Alta”, cinta tra le sue mura medievali e le sue case antiche; il secondo azionato invece dall’alto per focalizzare la “Città Bassa”, di moderna bellezza e dall’aspetto elegante e raffinato. 

Due istantanee dunque per i due differenti volti di un’unica città, entrambi valorizzati nel loro stesso contrapporsi: risalire tra le scalinate per raggiungere la parte alta ed entrare nelle vecchie mura (o attraversarle con la funicolare) ci sorprenderà grazie al fascino di storiche prospettive mentre il ridiscendere verso il basso toglierà il fiato su un panorama caratterizzato dalla serenità della sua armonia compositiva. 

Bergamo è alta e bassa, nell’insieme una meraviglia squisitamente italica, una miscellanea di storia, arte, musica e paesaggio: nasce romana, si sviluppa nel Medioevo e prospera soprattutto sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia all’insegna di un crescente benessere e sviluppo economico, una prosperità che ha lasciato il segno nei monumenti, nei palazzi, nelle chiese e nelle piazze, ben conservati; una prosperità che non si è mai arresa soprattutto nella città bassa, il centro delle attività produttive, dove il benessere economico non è mai stato all’ombra del vigore di storia ed arte, tanto che è proprio a Bergamo che nacque il Villaggio di Crespi d’Adda, l’unico esempio di archeologia industriale riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. 

Gli scatti di Bergamo sono istantanee da focalizzare anche sui capolavori di musica ed arte che hanno contraddistinto la vivacità culturale di questa città: così le immagini possono rievocare celebri musicalità, come quella di Gaetano Donizzetti tra i più grandi operisti dell’Ottocento, la cui storia si può ripercorrere visitando il Museo Donizzettiano o la sua Casa natale in Bergamo alta, o il Teatro cittadino a lui intitolato e dove, in ogni stagione, si applaudono i suoi successi. 

Gli scatti diventano invece artistici nelle sale dell’Accademia Carrara, la pinacoteca che ospita una delle collezioni di opere del Rinascimento Italiano tra le più importanti d’Europa e dove è possibile ammirare maestri come Botticelli, Mantegna, Bellini e Raffaello. 

A Bergamo Alta le vie dell'arte si intrecciano a quelle della storia: circondata dalle mura con la sua atmosfera medievale, custodisce, tra le strette vie ciottolate, antichi resti romani, chiese rinascimentali, palazzi settecenteschi e facciate neoclassiche che impreziosiscono la celebre Piazza Vecchia; una suggestiva passeggiata che consentirà di catturare gli scorci architettonici del Duomo, della Basilica di Santa Maria Maggiore, del Palazzo della Ragione, del Castello di Cavernago, del Battistero o della Cappella Colleoni. 

Scatti, angolature, prospettive sempre diverse ma che testimoniano l’autenticità di una bellezza ancora squisitamente italica.

(Continua)