Cenacolo di Leonardo Da Vinci

In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà.” I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse.” 

È nelle righe di questa verità evangelica che il genio pittorico di Leonardo da Vinci colse la verità dell’anima e la rappresentò, grandiosamente, nel capolavoro dell’Ultima Cena. 

Chi mai avrebbe potuto tradire il loro Maestro? Chi? 

E, ancora oggi, agli occhi di chi è alla ricerca della verità è consentito scrutare in quel fragile sentire umano che può muoversi tra lo stupore, l’incredulità, la paura, lo sconforto, l’agitazione e che, in quel dato momento storico, assalì i discepoli riuniti da Cristo nel cenacolo. 

Il grande affresco di Leonardo, che campeggia lungo la parete del refettorio dei Padri Domenicani in Santa Maria delle Grazie e che con essa costituisce Patrimonio dell’Umanità, è sorretto da un’intensa e profonda mobilità psicologica, è un vero e proprio racconto dell’animo catturato nel momento autentico della rivelazione e sublimato nella delicatezza di piccoli ma significativi gesti: c’è il discepolo che allunga un braccio verso un Cristo volutamente centrale e isolato nel momento del sacrificio supremo, e quello che resta smarrito nello sguardo; in ogni movenza o immanenza c’è l’espressione della passione del proprio animo in quell’istante, in una attualità della parola che ancora oggi rivela, cattura, coinvolge e commuove.

Il Territorio
Milano

Milano, la città controversa che si nasconde per essere scoperta… 

Celata dentro ad un riflesso metropolitano che ne fa la capitale dell’alta moda, del design, del lusso e degli affari, in questa frenetica realtà di città colta, moderna e vivace, riesce invece a sorprendere anche per la sua bellezza raffinatamente italiana. 

Uno stupore che pervade gli spazi di un sistema intenso di diversità e suggestioni per cui perdersi nei suoi luoghi è scoprire la grandiosità di un patrimonio artistico, storico e culturale, è riconoscere la poesia di certi scorci che riflettono vetrate in stile liberty o ritrovare piccole perle architettoniche. 

Milano è uno spazio vivo anche nei suoi quartieri: a Brera è un’altalena di ristoranti, bar, antiquari e negozi caratteristici ma nella sua Pinacoteca la frenesia della metropoli si arrende dinnanzi alle più importanti collezioni di Raffaello, Andrea Mantegna, Piero della Francesca e Caravaggio; nel quartiere dei Navigli invece il fascino delle botteghe di artigiani e artisti ruba un po’ di scena alla grande metrò il cui cuore però pulsa forte, e senza grandeur, al ritmo della grande musica nel Teatro della Scala o all’ombra dell’architettura tardo gotica del Duomo. 

Così, mentre passi di stile e tendenza sfilano lungo le passerelle dell’alta moda, Milano nella sua Piazza della Scala celebra una prestigiosa tradizione teatrale, che si snoda tra passi di danza, musica e lirica; e mentre i grandi brand disegnano stili ricercati per un ricercato design, Milano città d’arte nascosta, graffia il suo cielo con lo stile tardogotico delle 135 guglie della sua Cattedrale e si fa scrigno di storia e tesori artistici nel trecentesco Castello Sforzesco. 

Milano, delimitata nel jet set di finanza e affari, si apre invece ai 47 ettari di uno sconfinato Parco Sempione che accoglie monumenti ed edifici storici: dal Palazzo dell’Arte all’Arco della Pace, l’imponente costruzione neoclassica con cui Milano ha rivolto idealmente lo sguardo oltralpe, a quella Parigi napoleonica che qui, con Napoleone III, fece il suo ingresso trionfale nel Regno Italico.

(Continua)