Chiesa Madre SS. Pietro e Paolo

Nella “Città dei Monasteri” la chiesa madre è intitolata ai SS Pietro e Paolo: parte integrante di un patrimonio sacro di suggestivo spessore, anche la cattedrale di Montescaglioso si distingue per la bellezza storica delle sue architetture e dei suoi arredi sacri.

Elegante e luminoso, l’interno a tre navate, è decorato in stile tardo barocco: mostra un imponente altare e una balaustra in marmo donati dal capitolo di Siena durante l’epoca napoleonica; dall’Abbazia di San Michele proviene invece il prezioso fonte battesimale con elementi in porfido rosso mentre gli altri altari della chiesa sono in marmi policromi.

Lungo le navate laterali si ripercorrono gli episodi evangelici nei suggestivi e preziosi affreschi di Mattia Preti: le Nozze di Cana, Cena in casa Levi, Adorazione dei Magi e la Natività; la cupola del presbiterio è invece decorata con altorilievi in stucco dei quattro evangelisti. Di scuola veneziana sono le tele di Giovanni Donadio. 

L’arredo sacro si arricchisce ancora di un organo della fine del Settecento e della cantoria in legno decorato di inizio Ottocento.      

Il Territorio
Montescaglioso

È come entrare a far parte di un’immagine semplicemente bella e senza tempo: Montescaglioso è l’incanto paesaggistico che si sprigiona alla vista di un borgo catturato nell’autenticità di una dimensione sospesa e che lo adagia lungo il morbido rilievo di una collina dell’entroterra lucano, in un luogo impregnato di storia che, tra percorsi naturalistici, concede allo sguardo lo stupore di imbattersi tra le preziose testimonianze di svariate epoche laddove i segni di un’antica Magna Grecia possono incrociare i brandelli di originarie mura normanne e laddove il verde sparpagliato di una terra brulla e arida può nascondere profondi solchi che scolpiscono rupi, grotte e gravine che spesso scivolano nell’intarsio di un paesaggio nel paesaggio, quello delle oltre 150 chiese rupestri del Parco Archeologico Regionale del Materano (Patrimonio dell’Umanità insieme ai Sassi di Matera). 

Cultura e natura, storia e archeologia, architettura e religione, folclore e tradizione si inerpicano tra i saliscendi collinari fino a raggiungere l’arco di Porta Sant’Angelo, storico ingresso del centro di questo piccolo borgo che si dipana in un suggestivo dedalo di stradine acciottolate, casette addossate e architetture religiose: l’Abbazia Benedettina di San Michele Arcangelo, il convento degli Agostiniani, il convento dei Cappuccini e il Monastero della Santissima Concezione sono i quattro complessi monastici che fanno di Montescaglioso la “città dei monasteri”, autentici gioielli di architettura sacra e scrigno di tesori artistici. 

Bellezza ed architettura si ritrovano anche nelle tracce storiche del Castello Normanno organizzato intorno ad un cortile e trasformato poi in un palazzo con facciata in stile neomedievale. 

Ma ad accendere di suggestive atmosfere le vie di Montescaglioso sono anche le maschere demo antropologiche di un Carnevale che è insieme festa e tradizione: così, sospesi su un filo teso tra finestre o balconi, da un capo all’altro della via, nei giorni allegorici, si incontrano le sette figure della Quaremma e dei suoi figli, i caratteristici fantocci in paglia che nel fascino di una tradizione popolare rappresentano le sette settimane della Quaresima, la penitenza e il digiuno; mentre la notte della vigilia dell’Epifania si veste del nero dei Cucibocca, figure ancestrali di un’antica e misteriosa tradizione che segna la fine delle festività natalizie e l’approssimarsi della Quaresima… 

E tutto avviene, sempre, in un’atmosfera unica, in quell’incrocio suggestivo di vicoli, case e chiese che sanno generare incanto nell’incanto, che rifulgono di autentica bellezza e nella bellezza autentica di un paesaggio straordinariamente italico.

(Continua)