Cattedrale di Santa Maria Assunta di Pienza

Tutto il grandioso progetto della città ideale così come fu desiderata da Papa Pio II ruota attorno a questo meraviglioso gioiello architettonico: è la Cattedrale dedicata alla Madonna dell’Assunta. 

Sorge nella piazza principale della cittadina, è intitolata al pontefice e si impone in questo spazio circoscritto e dominato dalle altre personalità architettoniche di Pienza, ovvero il Palazzo Piccolomini, il Palazzo Comunale e il Palazzo Borgia. 

Il tempio rivela una chiara ispirazione albertiniana e venne eretto, storia su storia, nel 1459 sulle rovine dell’antica pieve romanica di Santa Maria secondo il progetto del Rossellino. 

L’allievo del celebre architetto Leon Battista Alberti realizzò in quest’opera uno dei monumenti più importanti del Rinascimento italiano pur senza rinunciare ad alcuni elementi tipici dello stile gotico francese riconoscibili nel tetto a due spioventi, nelle finestre e nel bellissimo rosone centrale. 

Rispetto alle fattezze dell’esterno, gli interni della cattedrale rivelano un’autentica sorpresa: nel pieno della sua raffinata sensibilità rinascimentale sembrano riecheggiare infatti le impressioni di viaggio del pontefice in Nord Europa qui riportate dallo stile, a lui caro, delle Hallenkirchen, le chiese austriache che Pio II aveva avuto modo di visitare; lo spazio è quindi suddiviso in tre navate separate da colonne con capitelli decorati e pareti abbellite da vari dipinti, in tema mariano e affrescati dai migliori artisti della scuola senese. 

L’abside è divisa invece in tre cappelle nella maggiore delle quali si trova il coro. Tornando all’esterno, sul timpano della facciata si può ammirare lo stemma con l’emblema della Santa Sede di Pio II Piccolomini che domina, quindi, sulla piazza e nel cuore della città.

Il Territorio
Pienza

È come entrare in un dipinto… 

Esiliare la realtà per confondersi nell’amenità di un paesaggio d’altri tempi, quello sereno e silenzioso di un borgo affrescato su tela, semplicemente bello e rifinito tra armonie e proporzioni, tra luce e colore, tra pennellate d’autore che aiutano a percorrere piccole strade fra le case, i comignoli e i campanili, percependo che tutto intorno a quell’agglomerato è silente campagna, interrotta solo dalle curve degli ulivi o dagli alberi sinuosi appresso i campi di girasole e nel susseguirsi di una suggestiva naturalità scandita da ritmi pacati e dal rispetto delle tradizioni di un tempo. 

È il ritratto di Pienza, cittadina tra le colline toscane della Val d’Orcia, in provincia di Siena, tra i borghi più famosi e affascinanti d’Italia: una culla di piccole dimensioni ma dal cuore vivo e pulsante in quel tripudio di meraviglie architettoniche, artistiche e culturali che si concentrano nel suo centro storico e che nel 1996 hanno incantato l’Unesco che ne ha riconosciuto dunque il valore di Patrimonio dell’Umanità. 

La storia di questo piccolo borgo cominciò a cambiare già nel 1405 con la nascita di Enea Silvio Piccolomini che cinquantatre anni dopo sarebbe diventato Papa Pio II e che durante il suo pontificato avrebbe preso a cuore il destino del suo luogo natio: per suo volere, infatti, l’originaria Corsignano (oggi Pienza) fu trasformata in quella che il Papa umanista concepiva come una città utopica, realizzata in modo tale da poter incarnare i principi e la filosofia dell’età classica e del grande Rinascimento italiano. 

L’incarico di realizzare la città ideale fu assegnato all’architetto Bernardo detto il Rossellino, sotto la guida del grande umanista Leon Battista Alberti e in soli tre anni venne realizzato, intorno ad una elegante e suggestiva piazza centrale, un complesso di bellissimi e armoniosi palazzi: dalla Cattedrale dell’Assunta, che si innalza maestosa sulle altre costruzioni, al Palazzo Comunale, al Palazzo Borgia e alla residenza papale o Palazzo Piccolomini. 

Uno scenario nuovo, sublime e architettonicamente adatto a celebrare l’armonia e la magnificenza del Rinascimento italiano e che fa di Pienza, ancora oggi, uno degli esempi più spettacolari e riusciti di progettazione urbanistica razionale. 

Se dunque tutto intorno a Pienza è trionfo paesaggistico senza eguali, il centro di questo borgo è uno scrigno accogliente e ricchissimo non solo di gioielli architettonici ma anche di scorci suggestivi e dettagli antichi in cui è possibile dimenticare il trascorrere del tempo: le vie e le strade ciottolate tracciano infatti un percorso affascinante che conduce alla scoperta di un paese autentico, incastonato in un’epoca perduta, delicatamente lenta e raffinatamente italica.

(Continua)