Duomo di Pietrasanta

Trovarsi dinnanzi alla chiesa madre di Pietrasanta è percepire con piacevolezza tutta la serenità del candore, quello puro e nitido che rifulge dal marmo della sua facciata. 

Il Duomo, dedicato a San Martino di Pietrasanta, ha origine nel XIII secolo e avanza nella piazza con una struttura a tre navate di cui due laterali ed una centrale: quest’ultima sovrasta in altezza le prime, emergendo nel suo classico profilo a spiovente e con il suo rosone marmoreo centrale. 

Sculture e bassorilievi con scene della passione di Cristo adornano le lunette dei tre portali della chiesa in evidente stile romanico rinascimentale; la scultura ritorna anche nella fiancata laterale dell’edificio dove è scolpita una scena del San Giovanni Battista di Bonuccio Pardini. 

Maestosità e raffinatezza dominano invece l’interno senza mai compromettersi con presunzioni ed esagerazioni di stile: una rara intesa tra eleganza e delicatezza che riesce a convivere con quel barocco che pur risalta negli interni e legato ad un determinato periodo storico, il XVII secolo, quando la granduchessa Cristina di Lorena ordinò la ristrutturazione dell’edificio; in questi interventi si può leggere semplicemente il gusto di una donna sensibile alle arti e alle scienze e che per questo si rivolse ai più grandi artisti della pittura devozionale fiorentina dell’epoca, le cui opere impreziosiscono e rendono ancora più suggestivo l’entrare in questo luogo.

Il Territorio
Pietrasanta

Cosa potrebbe nascere dalla durezza della pietra se non la meraviglia dell’arte? 

E quale sensibilità potrebbe accarezzare la rigidità delle montagne se non la sapienza di una mano artigiana? 

E infine, in quale luogo si è coltivato, in maniera formidabile, un tale sentire? 

Tutto questo ci porta a Pietrasanta, una città che giace ai piedi di rigogliose colline che congiungono la pianura della Versilia toscana alle fiere Alpi Apuane preziose alla storicità dei luoghi anche per i ricchi giacimenti marmiferi. 

Un paesaggio variegato, ad un certo punto lambito finanche dal mare e che armonizza questa sua preziosità elevandosi al nobile status di città d’arte: dal 1200, quando fu fondata da Guiscardo da Pietrasanta, la “piccola Atene della Versilia” (com’è soprannominata per la sua storia e per la quantità di opere d’arte che accoglie) è un crocevia di artisti e scultori di fama mondiale, da Michelangelo Buonarroti a Giorgio Vasari fino ai moderni Fernando Botero, Igor Mitoraj, Joan Mirò, Pietro Cascella, Kan Yasuda… Artisti che hanno legato il loro nome a questa città vivendola, facendo dono delle loro creazioni realizzate nelle storiche botteghe e trasformandola in uno straordinario museo a cielo aperto. 

Il paese è di per sé un gioiello di architettura e arte: il borgo con le sue stradine lastricate in ciottoli di fiume si sviluppa intorno al Duomo di San Martino a alla Chiesa di San Agostino mentre le piccole vie regalano un vero e proprio dedalo artistico che consente di imbattersi in opere come la Memoria di Pietrasanta di Cascella, ne Il Guerriero di Botero, nella Chiave del Sogno di Kan Yasuda, nel Centauro di Mitoraj o nel San Francesco di Harry Marinsky. 

Eppure dinnanzi a tanta magnificenza artistica Pietrasanta ha mantenuto intatta la purezza della sua autenticità, ciò da cui tutto è partito: quelle numerose botteghe artigiane che si nutrirono di marmo fino a divenire prestigiosi laboratori d’arte e nei quali, ieri come oggi, si creano sculture, mosaici, opere in terracotta, ceramica, bronzo e acciaio; quelle fucine in cui regna la grande maestria e sensibilità degli artigiani locali, il loro eccezionale talento che dona vita alla pietra, così come al bronzo, al vetro, alla creta e al marmo e che dimostra come dal cuore di una montagna si possa trarre “emozione, forma, arte sublime”.

(Continua)