Gravina di Ginosa

È un luogo senza tempo, pervaso dal fascino antico: fra case grotta e chiese rupestri si delinea uno degli scenari naturali e italici tra i più suggestivi, un abbraccio di pietra che avvolge tutto il centro storico di Ginosa; la Gravina è formata da un lungo canyon di circa dieci chilometri, originatosi nel corso di millenni per effetto di gocce meteoriche e qui, laddove la natura ha scavato nella roccia, l’uomo ha disegnato il suo habitat: case grotte e chiese rupestri che divengono opere storiche e naturali. 

La Gravina di Ginosa si sviluppa attorno a due villaggi, il Casale e la Rivolta quest’ultimo composto da oltre sessanta case grotte disposte su cinque livelli sovrapposti e collegati tra loro da scale e sentieri. Sul ripiano più alto della Rivolta vi è la Chiesa dei Santi Medici al cui interno è dipinto un Ecce Homo mentre al centro dei due villaggi vi è la Chiesa Madre costruita su un’antica necropoli e con al suo interno raffigurazioni originali risalenti al 1600: suggestivo l’autentico dipinto con la rarissima raffigurazione di Maria incinta ed un altro di Maria partoriente. 

L’abbraccio di pietra che Casale e Rivolta disegnano intorno a Ginosa rievoca il particolare profilo di un ferro di cavallo.

Il Territorio
Ginosa

Incisa nella pietra naturale e incorniciata nell’incanto di un paesaggio variegato e suggestivo che si estende dalle fertili pianure fino al mare, al confine tra la Puglia e la Basilicata e immersa tra le dolci colline della Murgia tarantina: è così che si rivela Ginosa, città rupestre e città costruita, città abbracciata dalla pietra della sua gravina, città dall’antica storia greca, romana, normanna e barbara, città dominata dalla magnificenza storica di un possente Castello eretto nel 1080 da Roberto il Guiscardo e città benedetta dalla bellezza rinascimentale della sua Chiesa Madre dedicata alla Madonna del SS Rosario. 

Architetture gentili che si stagliano nella rudezza di un paesaggio naturale ed aspro laddove la mano della natura ha incrociato e stretto quella dell’uomo, laddove ha preso forma un sistema urbanistico in rupe, un insieme di case grotta interamente scavate nella roccia e disposte su cinque piani sovrapposti tra ipogei, strade, scalinate, cisterne, giardini pensili, nicchie e abbeveratoi: antichi villaggi di pietra che ci conducono tra suggestivi luoghi di culto, in un saliscendi tra grandi grotte e scalinate intervallate, e là, dove la gravina raggiunge la sua massima ampiezza, ci sorprendono le moderne gradinate di un anfiteatro all’aperto che fronteggia uno sfondo di grotte e case arroccate, scenario, nella settimana Santa, della Passione di Cristo. 

Seguendo poi la lunga via del Burrone si raggiunge la Chiesa Madre e il cuore dell’abitato moderno.

(Continua)