Santa Maria di Monserrato

Tratalias è un paese lontano nel tempo… Quello originario è un “borgo fantasma”, abbandonato nella seconda metà del XX secolo in seguito alle infiltrazioni d’acqua e ai cedimenti del terreno successivi alla formazione di un lago artificiale di monte Pranu; qui le poche case in pietra restaurate rivelano ancora la suggestiva atmosfera dell’antica Tatalia e con loro l’ex cattedrale di Santa Maria di Monserrato unico edificio superstite della cittadella medievale. 

La chiesa, costruita fra il 1212 e il 1282 è un gioiello di arte romanica con forme architettoniche uniche sull’isola: costruita in calcare e trachite poggia su un alto zoccolo in cui si innestano paraste angolari e lesene che scandiscono i lati esterni; la facciata è divisa in due ordini, quella inferiore è tripartita e presenta specchi laterali lisci decorati solo da una losanga mentre al centro si trova il portale con architrave sormontato da un oculo polilobato. 

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Sia la facciata che le pareti sono decorati da archetti pensili. L’interno della chiesa è a pianta rettangolare, è diviso in tre navate da pilastri e arcate a tutto sesto, in alto la copertura è a capriate lignee e la luce filtra irradiandosi dal rosone della facciata e dalla bifora ad archi ogivali aperta sopra l’abside.

Il Territorio
Tratalias

La nostalgia dell’abbandono e l’incanto della riscoperta… il fascino della Tratalias di oggi sta tutto in questi stati dell’animo di chi ne ha condiviso la storia negli ultimi 50 anni, a cavallo fra i due secoli. Un borgo medievale che torna a rinascere intorno alla Chiesa Monumentale di Santa Maria di Monserrato, antica sede vescovile e luogo mistico ove si manifesta la profonda devozione delle genti del Sulcis. 

Una scelta di cuore, presa – inconsapevolmente – sin dal momento in cui la popolazione, costretta dagli eventi a separarsi dalle case, dai vicoli, dalle sensazioni di una vita, ha eletto quelle antiche pietre come custodi della propria anima. Con un tale lascito era scritto, ineluttabilmente, che Tratalias tornasse finalmente a riempirsi di colori, di suoni, di profumi. 

Secoli di storia che rivivono nei modi semplici e rilassanti dell’ospitalità sarda e nella riproposizione, in chiave moderna, di una tradizione artigianale il cui pregio artistico è pari alla maestria tecnica di chi ne è, tuttora, depositario. Con altrettanta sapienza e misura è stato conservato e recentemente restaurato il nucleo più antico dell’abitato di Tratalias, restituendo forza e dignità agli archi in pietra, alle travi in legno di ginepro, ai soffitti di canne; un autentico palinsesto di materiali, tecniche e scelte tipologiche della tradizione architettonica locale è offerto dalla cosiddetta “Casa Spagnola”, suggestivo spazio museale che ospita, fra l’altro, “su coggiu”, il cocchio trainato da buoi tradizionalmente usato per il trasporto del simulacro della Vergine di Monserrato da Iglesias a Tratalias. 

Anche nei dintorni di Tratalias si diffonde un’ampia gamma di sensazioni positive, che si riverberano dal lago artificiale di Monte Pranu, passando per il villaggio nuragico di Is Meurras, il nuraghe Carroccia e la Tomba dei Giganti, fino al complesso Nuragico di Sirimagus. Per goderne al meglio, sono stati tracciati e opportunamente segnalati diversi itinerari tematici, da percorrere a piacimento a piedi, a cavallo o in mountain bike.

(Continua)