Torre dell’Orologio

L’incessante e inesorabile trascorrere del tempo catturato in un capolavoro che unisce meccanica e bellezza, precisione e arte: è il lavoro costante della Torre dell’Orologio di piazza San Marco che iniziò il suo calcolo del tempo nel 1499 e che per secoli fornì preziose informazioni ai mercanti e agli equipaggi che si imbarcavano sulle galere ancorate lungo il Bacino San Marco. 

Ancora oggi si può innalzare lo sguardo verso questo faro del tempo, intercettarne il quadrante e incantarsi, con precisione, nel fascino di una dimensione che cattura istanti, spazi e meraviglia artistica: su un diametro di 4,5 metri, si colora uno sfondo azzurro come quello di un cielo tempestato di stelle e in questo universo si delinea il succedersi dei movimenti planetari di Saturno, Marte, Venere e Mercurio (i pianeti allora conosciuti); i minuti e le ore sfilano invece ai rintocchi di un carillon che, nel giorno dell’Epifania e dell’Ascensione, lascia passare un carosello di statue in legno raffiguranti i personaggi della Natività e i Re Magi, questi ultimi in processione verso una Madonna aurea e che, una volta giunti davanti ad essa, vi si inchinano. 

Ma il tempo non si ferma e nel quotidiano continua ad essere ritmato dal suono di una campana i cui rintocchi sono scanditi dai colpi dei due Mori veneziani, le statue che battono l’una il tempo passato e l’altra il tempo futuro, l’attimo di eterno colto in un fascino tutto veneziano.

Il Territorio
Venezia

Con l’eleganza e la soavità di una bellissima gentildonna sta adagiata nella sua laguna, accarezzata dalle sue acque, si lascia fluire e scoprire attraverso sinuosi canali tenuti vivi dal movimento leggero delle maree, incanta i sensi, si mostra preziosa e anche un po’ romantica, a tratti è dilettevole quando gioca col mistero carnevalesco e la tradizione delle sue affascinanti maschere ma ritorna immediatamente magnifica nello splendore dei suoi palazzi, delle sue chiese, degli antichi ponti da attraversare sospirando per il continuum di meraviglie, dei suoi monumenti, delle sue torri, e delle sue storiche piazze. 

Luoghi che in ogni angolo, in ogni anfratto delle sue 118 isolette, raccontano una storia unica e singolare per i suoi valori culturali, naturali e per l’inestimabile concentrazione di autentici capolavori dell’arte e della pittura. 

Venezia, questo è il nome di questa incantevole “signora” del mare, è Patrimonio Mondiale dell’Umanità per questo suo sconfinato paesaggio naturale e culturale e per questa sua capacità di costruirlo e viverlo dominando, con magnificenza, la natura “ostile” della laguna. 

Venezia è Patrimonio Unesco per questo suo essere, da sempre, una Regina dei Mari, eroicamente legata alle sue isole ma con lo sguardo lungimirante e curioso di quei suoi mercanti andati alla scoperta del mondo, fin nella Cina, gettando così ponti interculturali tra Oriente e Occidente, vestendosi di universalità e vivendo una straordinaria età dell’oro. 

Venezia è Patrimonio Unesco per la sua storia che ha raccontato, nel corso dei suoi secoli, interi capitoli dedicati all’arte e alla pittura influenzando con i suoi suggestivi paesaggi lagunari il genio creativo di Giorgione, Canaletto, Tiziano, Tintoretto, Veronese e Tiepolo: nelle loro tele l’incanto e la scoperta di una nuova percezione dello spazio, della luce e del colore che ha lasciato una chiara impronta nelle arti figurative e decorative in tutta Europa. 

Venezia è Patrimonio Unesco per l’unicità di questo suo essere museo a cielo aperto, ondeggiante tra gli incanti lagunari: passeggiando tra le caratteristiche vie dei calli, tra i campi e i campielli è inevitabile imbattersi nelle meraviglie della Basilica di San Marco, della sua piazza e del suo Campanile, e poi ancora incrociare il Palazzo Ducale, simbolo dei tempi d’oro della Serenissima fino a scivolare dentro le gondole, le caratteristiche imbarcazioni attraverso le quali percorrere il Canal Grande sfiorando con lo sguardo la bellezza immortale che passa sotto i Ponti, tra gli antichi palazzi e incanta come solo una dama del mare può fare.

(Continua)