Monza Brianza

Tanti luoghi, un territorio

Il distretto della Brianza viene facilmente identificato come un unico territorio, sebbene non abbia un perimetro evidente e rintracciabile sulle mappe. Già dalla fine dell’Ottocento, infatti, sono le botteghe a determinarne l’esistenza: la concentrazione di abili artigiani fa sì che l’area divenga da subito un bacino importante che attira dapprima l’attenzione delle arti figurative, e che nel secondo Dopoguerra diviene la risposta produttiva alla ricostruzione e al boom economico.

Ancora oggi si concentrano qui le imprese specializzate nella produzione di arredi e nelle lavorazioni dei materiali che danno alla luce la maggior parte dei mobili che definiscono l’artigianato italiano. Il distretto gestisce nel suo complesso più fasi produttive, non solo l’assemblaggio dei mobili, ma anche l’intaglio, l’intarsio, la lucidatura, la laccatura, la doratura, la lavorazione di vetri, metalli, plastiche, imbottiture, e molto altro. Si tratta di circa 2754 imprese che insieme determinano l’identità del territorio, al punto da “lasciare un segno” sugli oggetti che qui prendono forma. Qui è stato infatti sviluppato l’ Ologramma 4G, sistema di etichettazione digitale che rende tracciabili i beni, tutela il brand e l’unicità dei prodotti, offrendo una garanzia ai clienti ancora prima dell’acquisto; qui nasce anche il Passaporto del Mobile Made in Italy: un progetto che ha l’obiettivo di dare alle imprese e ai distretti, operanti nel settore del legno-arredo, la possibilità di associare al valore materiale dei prodotti quello immateriale, costituito da differenti contenuti informativi, favorendo e tutelando così la promozione del Made in Italy. 

Lissone e dintorni

Se la vicinanza con Milano è stata fondamentale per intrecciare la produzione con il design e con le tecnologie più innovative, decisivo è stato il contributo della cittadina di Lissone che si è fatta portavoce di questa nuova identità produttiva e territoriale brianzola. Qui, infatti, già dal 1941 prende il via una Scuola professionale che forma artigiani e professionalità e che crea la più grande Civica Biblioteca del Mobile e dell’Arredamento in Europa. Dal 1964 viene poi istituito il premio Lissone a cui partecipano per oltre vent’anni nomi illustro come Ennio Morlotti, Renato Birolli, e Valerio Adami ed è da questa spinta creativa che nasce il MAC - Museo di Arte Contemporanea di Lissone che ospita non soltanto le opere selezionate dal premio ma anche molto altro.

Importante è stata poi la presenza dell’Istituto del legno, del mobile, dell'arredamento G. Meroni, la più grande scuola europea del legno, che vanta 130 anni di storia e da cui tutti i mobilieri lissonesi sono passati. 

Un circuito culturale nel cuore della Brianza

Altre tappe compongono la mappa del patrimonio dell’arredo italiano che trova in questa zona geografica un’espressione unica: a Giussano si trova il quartier generale del Gruppo Molteni&C. Oltre agli impianti produttivi, qui sono esibiti 80 anni di storia in cui si discute il futuro del settore. Il museo si è trasferito nel Glass Cube di Ron Gilad, che raccoglie una permanente di 50 oggetti storici, tra cui le sedute di Giò Ponti e gli arredi di Jean Nouvel per il marchio brianzolo. Qui è presente anche il centro multimediale QallaM, che è invece il luogo della riflessione su cosa sia la Qualità.

L’Archivio Osvaldo Bolsani, a Varedo, raccoglie i disegni originali dagli anni Trenta ai Sessanta e i progetti per Arredamenti Borsani Varedo e Tecno. Padre del disegno industriale, a Osvaldo Bolsani si deve l’integrazione del lavoro di pittori e scultori negli oggetti di arredo, come le ceramiche e i fregi spazialisti di Lucio Fontana. 

A Palazzo Arese Borromeo di Cesano Maderno è esposta la scrivania di Pierluigi Ghianda, colui che ha passato la vita nella sua bottega ebanista a reinventare il mestiere di falegname. Il Fondo Ghianda raccoglie la sua collezione personale di libri d’arte e architettura, con volumi annotati personalmente da personaggi come Castiglioni, Fiume e Puthod. Si può visitare alla Biblioteca A. Merini di Bovisio Masciago

Infine, nel parco della Valle del Lambro a Briosco, si trova una notevole collezione d’arte del secondo Novecento: il parco museo Rossini Art Site. Alberto Rossini fu un intelligente mecenate e oggi tra il pavillon progettato dallo studio SITE e dall’architetto newyorkese James Wines e l’esposizione a cielo aperto si aprono una serie di spazi e di strutture, che lui offrì a Pietro Consagra, Dennis Oppenheim, Massimiliano Fuksas.