Cavernago

Avendo la fortuna, oggi, di visitare Cavernago e i suoi dintorni, dove ovunque traspare una calma e appagante atmosfera di accoglienza e ospitalità, si fa fatica a realizzare che questo stesso sito sia stato per secoli teatro di continue dispute, scontri d’arme, passaggi di potere, intrighi e sotterfugi. Ma già da una prima e sommaria presa di contatto con questi luoghi, poco lontani da Bergamo, si percepisce, incombente, la presenza della Storia. Dagli antichi e “pacifici” insediamenti rurali risalenti al periodo romano imperiale, già con la dominazione longobarda il territorio si caratterizzò per la presenza di numerose architetture fortificate, diffuse un po’ ovunque. 

Da lì iniziò quella tendenza che culminò, con il contributo di importanti personaggi storici come il Capitano di Ventura Bartolomeo Colleoni, alla costruzione dei due castelli che ancora oggi “proteggono” il piccolo centro: il Castello di Cavernago, il cui nucleo originario risale probabilmente al secolo XI, e quello di Malpaga, della fine del XII secolo. Ampiamente rimaneggiati nel corso dei secoli, raggiunsero entrambi il momento di massimo splendore nella seconda metà del Quattrocento, quando la Serenissima affidò al Colleoni il dominio feudale del territorio. Venute progressivamente meno le esigenze difensive, le due fortezze furono infatti trasformate in splendide dimore rinascimentali, in particolare quella di Malpaga, che raggiunse le dimensioni di un piccolo borgo. 

Meritano attenzione anche le due chiese edificate in prossimità dei castelli, San Marco Evangelista a Malpaga e San Giovanni Battista a Cavernago, assurte presto al rango di chiese parrocchiali. Tutti questi edifici sono fortunatamente riusciti a passare indenni il turbolento periodo delle guerre napoleoniche e della dominazione austriaca, quando i due centri furono unificati in un solo Comune, con sede a Cavernago, e pur con qualche rimaneggiamento, sono giunti fortunatamente fino a noi. Da non perdere, infine, l’occasione di concedersi rilassanti escursioni a contatto con la natura, i paesaggi e l’enogastronomia del Parco del Serio.