Marostica

Un territorio di città incorniciato da natura e storia

La cornice che definisce il territorio di Marostica è innanzitutto quella di un paesaggio naturalistico che si descrive attraverso la bellezza montana dell’Altopiano di Asiago. La cittadina si è sviluppata infatti alle pendici delle Prealpi Vicentine: ci sono boschi, prati e luoghi panoramici, è facile respirare la freschezza di una natura incontaminata.

Il profilo appare bello proprio perché di natura ma questo stesso fascino è segnato anche dalla secolarità di siti storici che il tempo ha trasformato in patrimonio d’arte e tradizione.

Marostica è una cittadina murata, ci sono portali antichi e torri che conservano l’aspetto proprio di uno storico centro medievale. Una lettura delle sue più antiche origini diventa interessante e possibile soprattutto dinanzi ai suoi due Castelli, quello Inferiore e il Superiore: il primo è circondato da un fossato, fu edificato dagli Scaglieri ed è oggi la sede del Palazzo Comunale, si affaccia su una piazza a scacchiera che diviene teatro di una tradizionale e leggendaria partita a scacchi, la gareggiano personaggi viventi, pedine in costume d’epoca che giocano le loro mosse per ricostruire, un’antica storia d’amore e di cavalleria.  

Doppio itinerario, dal gusto alla tradizione artigiana

Al di là dal borgo storia e leggenda lasciano il passo ad un itinerario di nuovo naturalistico, l’area rurale di Marostica è caratterizzata nella parte collinare da uliveti e ciliegi, poi viti e castagni, mentre la pianura è una dedica alla coltivazione di frumento, granoturco e ciliegi.

Alla produzione delle ciliegie, “oro rosso” di Marostica e primo frutto della stagione primaverile, viene riconosciuta per la sua indiscussa qualità l’indicazione geografica protetta di “Ciliegia di Marostica”, identificazione che fa di tutto il territorio un’area produttiva d’eccellenza. 

La ciliegia a “forma di cuore” è ricercata e impiegata in non poche ricette della tradizione del gusto vicentino e, annualmente e nell’ultima domenica di maggio, viene celebrata nella “Sagra della ciliegia di Marostica”. Un evento dedicato nell’ambito del quale interagiscono tutti i migliori produttori.

L’area collinare tra l’Altopiano di Asiago e il territorio cittadino è invece circoscritta dalla ricchezza dei fiumi Brenta ad est e Astico ad ovest. L’itinerario naturalistico qui fa da sfondo e supporto a specifiche tradizioni artigiane: a partire dal Cinquecento, alla più antica produzione e lavorazione della lana si sviluppano, in quest’area, quelle della seta e della paglia.

Sono attività produttive legate al territorio: gli abitanti del luogo vivono e prendono il meglio dalla loro terra che seppur secca, arsa dal sole, protetta dai venti, consente una ricca coltivazione della paglia tanto da influenzarne l’economia locale, traducendosi in attività identitaria e di tradizione.

A Marostica il mercato dei manufatti in paglia ha definito i caratteri di un vero e proprio polo produttivo, alimentando un certo commercio, ma anche tradizione e industria.

La storia di questa tradizione manifatturiera e territoriale si può rileggere visitando l’Ecomuseo della Paglia nella Tradizione contadina, è a Crosara di Marostica e custodisce manufatti che documentano le tecniche di lavorazione della paglia attraverso le quali si poteva ottenere una buona produzione di trecce poi usate per la creazione di borse o cappelli, ricercati non solo in Veneto ma anche all’estero.

Ma la tradizione a Marostica non è fuoco di paglia, l’artigianato artistico ha confidato nelle buone attitudini imprenditoriali del territorio e di tutto il vicentino, con un interesse particolare verso il tessile laddove l’artigianato è riuscito a crescere come impresa, conservando e innovando il carattere di tradizioni anche familiari.  

E se la vicina Nove ha raccontato e racconta ancora, con autorialità, la sua storia secolare di Città della Ceramica, Marostica ne sfiora i più importanti capitoli proprio grazie alle ricchezze del suo territorio collinare da cui Nove ricava argilla e caolino, elementi essenziali nei processi di lavorazione della ceramica.

I prodotti del territorio