Pula

Un cambio di prospettiva, di approccio, di aspettative… avere la fortuna di visitare Pula e i suoi dintorni impone tutto questo. Non ci si interroga più su cosa fare, a Pula. Piuttosto, l’ansia è quella di non avere il tempo sufficiente per godere appieno di questo “paradigma sardo” i cui elementi sono natura, arte, storia, cultura, immersi in una luce abbacinante. 

La sensazione è che i raggi del sole, prima di poggiarsi su calette e spiagge incontaminate dai nomi evocativi di su Guventeddu, Santa Margherita, Cala Marina, Cala Bernardini, Cala d’Ostia, Cala Verde, Cala Cipolla, o sui resti sorprendenti resti archeologici di Nora, passino attraverso un caleidoscopio che ne accentua colori e calore. 

Il primo approccio con Pula dovrebbe avvenire proprio dalle rovine dell’antica città di Nora, a ridosso di Capo Pula. A parte l’incanto suscitato dalla natura e dal paesaggio circostante, a stupire è la vista di reperti archeologici che testimoniano tremila anni di storia sarda: dalle tracce fenicie e poi puniche, fino alla presenza dominante di ruderi di epoca romana; da quando Nora divenne municipium nel I secolo d.C., e nei due secoli successivi, rappresentò il centro nevralgico dell’isola, caput viæ di tutte le strade sarde. Molti reperti provenienti dal sito sono custoditi presso il Museo Giovanni Patroni, a Pula, e nel Museo Archeologico di Cagliari. Oggi Nora rivive prestandosi come suggestivo scenario del Festival La Notte dei Poeti. Anche la baia di Nora merita attenzione: oltre al paesaggio dominato dalla Torre del Coltellazzo, alla sabbia dorata e al mare di cristallo, qui si intrecciano storie e tradizioni locali, testimoniate dalla piccola Chiesa di Sant’Efisio, a cui la popolazione di Pula è particolarmente devota. Indimenticabile, per chi ha la fortuna di assistervi, la processione dedicata al Santo martire, che si svolge il 3 Maggio. Anche le aree più interne offrono paesaggi e ambienti naturalistici spettacolari. Da non perdere un’escursione alla laguna di Nora, habitat di rari uccelli stanziali e migratori, e qualche bella passeggiata nell’estesa pineta che segue la costa fino alla meravigliosa Chia (Domus de Maria).  Addentrandosi ulteriormente verso l’interno ci si imbatte nelle misteriose foreste di Is Cannoneris e Pixinamanna, esplorabili grazie ai sentieri opportunamente attrezzati per la pratica del trekking, “perdendosi” tra lecci, macchia mediterranea e conifere, dove non mancano piante rare, curiose formazioni rocciose, corsi d’acqua e testimonianze di civiltà preistoriche. Il tutto sotto lo sguardo, cauto ma curioso, di cervi e daini, con cui è stato ripopolato il sito. Il richiamo irresistibile di Pula si completa con le molte attività sportive legate al mare che il clima qui consente anche fuori stagione, e con un’offerta di enogastronomia, intrattenimento e relax che va oltre ogni aspettativa.