Torino

Il volto industriale di un’ex-capitale

Nell’immaginario comune Torino rimane la città industriale per eccellenza. Sebbene il suo volto sia completamente cambiato, in particolare in seguito alle Olimpiadi invernali del 2006, l’associazione con la vicenda industriale italiana avviene spontanea.

Del resto, la storia della Fiat ha segnato profondamente sia il percorso produttivo italiano che quello della città stessa, per cui sebbene la sua incidenza sulla vita degli individui sia cambiata, rimane forte una suggestione, una specie di nostalgia agli anni in cui Torino era il lavoro, la speranza e il futuro. Non solo automotive, il tessuto industriale torinese vantava nomi come Indesit, Olivetti a Ivrea, GFT – Gruppo Finanziario Tessile, Iveco.

Lo stesso impatto architettonico rimane impregnato di quella storia, svelando al tempo stesso la possibilità di fare tesoro del passato per un rinnovamento; molti edifici industriali oggi godono di una seconda vita: il Lingotto, per esempio, che oggi è un centro polifunzionale che ospita l’auditorium, la pinacoteca Agnello ma anche la pista automobilistica; il Parco Dora, divenuto importante centro di aggregazione spontanea, era anch’esso uno stabilimento Fiat.

L’altra Torino

Per chi sceglie però di attraversare questo primo velo ingrigito, Torino riserva molte sorprese. Al di là della bellezza strutturale della città, sempre algida ma elegante, ci si trova di fronte una realtà che non ha le pretese di eccellere in tutto ma che si tiene stretta le proprie primizie. È il caso del Museo Egizio e del museo del Cinema, che fra i numerosi allestimenti cittadini sono i più rappresentativi per cura e approfondimento, insieme a quello del Risorgimento e quello dell’Automobile; c’è poi il Salone Internazionale del Libro, la fiera letteraria più importante d’Italia, nata nel 1988 da Angelo Pezzana, libraio e Guido Accornero, allora vicepresidente della storica case editrice torinese Einaudi; non si possono poi ignorare le residenze sabaude e gli edifici dei Savoia che popolano città e dintorni, ampliando lo sguardo a una Torino diversa, antica. La Reggia di Venaria, il Castello di Rivoli, quello di Racconigi, il Palazzo Reale, palazzo Madama, la Cavallerizza e molti altri sono stati inseriti nella lista dei siti Unesco.

Il primato del gusto

Parlando di Torino, è impossibile non soffermarsi sulla tradizione culinaria che ha impregnato il territorio al punto da creare un vero e proprio tessuto geografico ed esperienziale, che parte dal Salone del Gusto, passa per la Fiera del Cioccolato e arriva a realtà fondamentali per l’industria alimentare italiana. Il nome più conosciuto è sicuramente Eataly, che ha fatto del cibo italiano di qualità il suo core business; a questa esperienza si lega il nome di Slowfood, associazione nata a Bra, nel cuore delle Langhe piemontesi per la salvaguardia della biodiversità e la tutela del gusto. Sempre qui si è sviluppata la più importante Università di Scienze Gastronomiche italiana, che gode del beneficio di essere immersa in una terra di prodotti di altissima qualità che sono diventati, con gli anni, rappresentativi del made in Italy in tutto il mondo. Barbera, Barolo, Nebbiolo, Dolcetto ma anche le nocciole, il tartufo, la carne di fassona, i formaggi e molto altro. 

Nel cuore della città restano tracce imponenti dell’importanza storica che questo settore ha avuto: Torino ospita infatti uno dei mercati più grandi d’Europa, a Porta Palazzo che, un fine settimana al mese, si riveste di passato e punta sul vintage. Una vera e propria istituzione sono le cioccolaterie torinesi dove degustare gianduia e sedersi per bere un bicerin, macchiato di panna montata; senza dimenticare la confetteria Leone che dal 1857 produce dolci pastiglie per tutti i gusti.

Torino non è soltanto una delle città più importanti della penisola, ma un importante segmento della storia d’Italia. Il prestigio che l’ha caratterizzata è rimasto intatto; ad esso si sono aggiunte nuove sfaccettature di una città innamorata di se stessa, completa, attenta a conservare intatta la propria bellezza.

I prodotti del territorio