Chiesa di San Cristoforo alla Certosa

La realizzazione di un monastero certosino a Ferrara fu, nel 1452, desiderio e volontà di Borso d’Este che, a tal fine, invitò in città i monaci di Grenoble appartenenti all’ordine certosino. 

Il monastero, come imponeva la regola dell’ordine, doveva sorgere in un luogo isolato, lontano dal centro cittadino ma già pochi decenni dopo, con il compiersi dell’Addizione Erculea voluta da Ercole I d’Este, il complesso monastico venne a trovarsi all’interno delle mura cittadine. 

Ed è proprio in questo ideale baricentro ferrarese che ancora oggi si può ammirare la Chiesa di San Cristoforo alla Certosa: la facciata è incompiuta, forse in attesa di un rivestimento marmoreo mentre nel Settecento fu aggiunto un monumentale portale di marmo sormontato dallo stemma dell’ordine certosino. 

L’interno della chiesa è a navata unica e con sei cappelle laterali: alle basi dei pilastri sono collocati dei bassorilievi marmorei di inizio Cinquecento che raffigurano le imprese araldiche della casata estense. 

La Chiesa si fa scrigno di un pregevole patrimonio di opere d’arte tra cui dipinti di autori ferraresi del tardo Cinquecento, cori lignei, un notevole ciborio, pale, crocifissi e altri arredi liturgici.

Il Territorio
Ferrara

Tutto scorre lungo un delicato equilibrio di terre e di acque, in una dimensione metafisica calma e quasi senza tempo, tra specchi d’acqua in cui si riflette l’aridità di lande e pianure incolte e dove la laguna è oasi raggiunta dalla grazia di fenicotteri e dalla rarità di specie animali… 

Solo la nebbia trasfigura il paesaggio velandolo di periodiche e segrete foschie quando queste discendono serene sul Delta del Po, qui dove la bellezza della natura assurge ad autentico patrimonio ambientale e si sublima e si compendia nella preziosità di un’altra bellezza fatta di Delizie architettoniche, come le antiche residenze rinascimentali edificate dai duchi d’Este nel Delta del Po e affiancate dalla città gioiello di Ferrara. 

Un paesaggio culturale, urbanistico e ambientale che è oggi, insieme, Patrimonio Mondiale dell’Umanità: le residenze aristocratiche degli estensi illustrano in modo eccezionale il riflesso della cultura del Rinascimento sul paesaggio naturale laddove il Delta del Po si fa invece ed anche scenario culturale che, nel contesto, conserva la sua forma originale mentre della bella e nobile Ferrara se ne riconosce l’esemplarità, quella di una città ideale che, progettata nel Rinascimento secondo canoni di pianificazione urbana semplici e sapienti, è riuscita ad influenzare per secoli il successivo sviluppo dell’urbanistica. 

Una storia urbana che si legge con gli occhi pieni di meraviglia se si guarda all’originario borgo di capanne disseminate sul Po, prima che l’alchimia storica e aristocratica della dinastia estense trasformasse la piccola cittadella medievale, in una delle corti rinascimentali più illuminate d’Europa, dotandola di un piano urbanistico esemplare nonché di capolavori architettonici ed artistici. 

Ed eccola Ferrara, bella, nobile e storica ancora oggi: attraversata da ampi assi viari ortogonali i cui incroci offrono allo sguardo chiare prospettive e laddove si affaccia la magnificenza di grandi palazzi signorili con ampi spazi riservati a parchi e giardini. 

Una concezione dello spazio gloriosa e intima nell’insieme che fa di Ferrara una città sobria e raffinata nello scenario architettonico dei suoi esterni mentre negli interni delle storiche dimore è espressione di sfarzo e splendore, di arte e bellezza. Un dualismo che non tradisce armonia: Ferrara fu un importante centro medievale i cui quartieri si ripercorrono oggi nell’intrigo di strade ombrose e irregolari, poi divenne una delle corti più sfarzose del Rinascimento e gli spazi si fecero luminosi e geometrici così che oggi ci si può aggirare nell’insolita magia di una città in cui l’austerità dei monumenti medievali si alterna con la “delizia” delle architetture rinascimentali, dove dai tranquilli vicoli dal fascino medievale si passa alla regolarità delle costruzioni razionaliste. 

Gran parte del centro storico è racchiuso lungo nove chilometri di mura, una imponente cortina di mattoni rossi che contrasta con il verde dei terrapieni alberati poi è tutto un susseguirsi di magnificenza e di epoche diverse: Palazzo Schifanoia è l’unica “delizia” estense all’interno della città, residenza destinata alle feste e alla vita sociale di corte e che, al suo interno, conserva uno dei cicli d’affreschi più importanti del Rinascimento; il Castello Estense è una costruzione dalle forme grandiose, risale al 1385 ed era una fortezza difensiva poi trasformata dalla signoria di Ercole I d’Este in residenza di corte, è circondato da un ampio fossato e isolato da un ponte levatoio fatto realizzare per difendersi dalle sollevazioni popolari; Palazzo dei Diamanti è riconoscibile nella particolarità delle oltre 8500 bugne di marmo scalfite come le punte di diamante e che ne ricoprono le due facciate; la cattedrale di San Giorgio è una splendida sintesi di stili dal romanico a quello gotico e il candore della sua facciata di marmo risalta d’effetto in mezzo al rosso di terracotta degli edifici che la circondano. Bella e nobile Ferrara, dentro e fuori i confini della città laddove lungo il fluire del Po s’incontrano le case di Delizia come il Castello di Belriguardo, la Delizia del Verginese, il Castello della Mesola o la Delizia le Casette, adagiata nello scivolare di placide acque fluviali in un’atmosfera che sembra riecheggiare i fasti rinascimentali di una magnificenza italica.

(Continua)