Palazzo Estense

Varese… "La piccola Versailles di Milano". 

Una città reggia che tra i suoi giardini più belli annovera quelli Estensi fatti fiorire per dare un magnificente benvenuto a corte: Palazzo Estense; fu la residenza di Francesco III d’Este nel periodo della sua Signoria e venne costruito tra il 1766 e il 1771 dall’architetto Giuseppe Bianchi come ampliamento del preesistente Palazzo Orrigoni. Il Bianchi aggiunse due ampie ali all’originaria pianta ad U che caratterizzava villa Orrigoni mentre per l’esterno si ispirò alla residenza imperiale viennese di Schönbrunn realizzando uno dei più mirabili giardini settecenteschi di tutta la Lombardia: subito dopo i parterre si apre il piazzale davanti al palazzo, qui al centro l’imponente fontana, culmine ideale di un immenso giardino reso vivo dal movimento di declivi, belvedere, viali di carpini, sentieri e aiuole variopinte. 

Prospettive di verde che esaltano il rosa dell’intonaco della bellissima costruzione: la facciata più interessante del Palazzo è quella rivolta verso il giardino, ha forme misurate, tipiche del barocchetto lombardo, non scevro da influssi neoclassici, con paraste e cornici marcapiano in bianco; sul frontone si distingue una meridiana sormontata dall’aquila ducale. 

Ma entriamo a corte: ci accoglie il Salone d’Onore tra le architetture illusionistiche dipinte dal Bosellini e il grande medaglione centrale affrescato da Giovan Battista Ronchelli; ma lo sguardo corre veloce verso il grande camino in marmi policromi fino a salire al soffitto con i suoi eleganti lampadari in cristallo. 

Lungo le scale si incontrano quattro nicchie con busti femminili del Settecento e alcuni originali reggi lampada con putti di stucco, qui, al primo piano, c’è un ballo: la Sala da Ballo è decorata con tele del Cinquecento e del Seicento tra cui mirabile è la Vergine con Bambino; le finestre fanno filtrare la luce esterna illuminando la sala e creando con la loro ampia apertura un idilliaco connubio tra sontuosità degli interni e meraviglia dei giardini esterni.

Il Territorio
Varese

Un paesaggio quasi sconfinato, un suggestivo gioco di riflessi che le calme acque di un lago di origine glaciale scambiano con l’etereo di un cielo e del suo infinito, graffiato solo dalla magnificente corona montuosa delle Alpi e delle Prealpi e scalfito appena dalla sagoma originale del Campanile di San Vittore o dal susseguirsi delle cappelle del Sacro Monte con il suo piccolo borgo di case arroccate sulla cima. 

È, in un colpo d’occhio, l’armoniosa bellezza di Varese città adagiata nel verde smeraldo di parchi e giardini laddove tra il centro della città e i piccoli nuclei delle storiche castellane si aprono ampi spazi di verde nei quali, a partire dal XVIII secolo furono realizzate meravigliose ville immerse nella rigogliosa fioritura di immensi giardini all’italiana o all’inglese, di stile settecentesco, come quello di Palazzo Estense, o in prossimità delle rive di suggestivi laghetti come quello del parco di Villa Ponti. 

Una “città giardino” che ha però un salotto buono proprio nel suo centro, Corso Matteotti, dove si affacciano palazzi signorili e l’area pedonale apre piacevoli percorsi tra i negozi del centro. 

Ma la passeggiata più suggestiva è quella che sale verso il Sacro Monte, Patrimonio dell’Umanità, lungo le cui pendici sviluppa la sua Via Sacra che si snoda toccando quattordici Cappelle e si conclude nel complesso del Santuario: qui è arroccato il piccolo borgo di Santa Maria del Monte. 

E in una terra così ricca di suggestioni paesaggistiche, tinta dal verde dei boschi e dall’azzurro del cielo, aperta alle valli dai sentieri antichi e naturalistici non poteva mancare neanche il fascino di maestosi e raffinati castelli anch’essi immersi nella bellezza dei giardini all’italiana, un tempo rocche inespugnabili e oggi tesori di una città semplicemente bella, dal fascino italico che non ti aspetti.

(Continua)