Lanificio Leo

Homewear
Soveria Mannelli

Lanificio Leo

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Lanificio Leo è l’azienda tessile più antica della Calabria. Nasce a Soveria Mannelli nel 1873 e da allora ha mantenuto attivo l’originario parco macchine per la produzione di pregiati filati di lana. È un museo d’impresa: qui i contenuti culturali di tradizione e territorio si integrano con ricerca e innovazione in modo inedito, dando vita a una produzione tessile esclusiva. Le collezioni dedicate all’homewear esprimono un concept di prodotto che fa di poncho e sciarpe in lana, coperte plaid, accessori di stile moderno dall'alto valore artigianale.
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La rivoluzione industriale del Lanificio Leo tra creatività e innovazione

Azienda tessile o fabbrica di territorio? Museo d’impresa o laboratorio sperimentale? Tradizione o innovazione? Cultura o creatività? Definire la realtà del Lanificio Leo è passare per ognuna di queste dimensioni e scoprire che sono tutte armonicamente coesistenti.

Anzi, ancora di più: questa fabbrica tessile, fondata a Soveria Mannelli nel 1873 è riuscita ad affermare un modello di gestione assolutamente originale che associa al tradizionale modo di fare impresa i preziosi strumenti della cultura e dell’esperienza.  

Da oltre 147 anni il Lanificio Leo vanta una produzione inedita di filati di lana, attualmente caratterizzata da collezioni dedicate all’homewear che includono, tra le diverse tipologie di corredo, poncho e sciarpe in lana, coperte plaid e arazzi, realizzati secondo un concept che fa di queste creazioni tessili un prodotto di design moderno e di alto valore artigianale.

I luoghi di questa creatività sono fisici, ma anche artistici e culturali.

La fabbrica è insieme storia e territorio: in essa è ancora attivo l’ottocentesco parco macchine che mantiene importanti numeri sia in riferimento agli spazi che al valore artigianale e produttivo; nei suoi oltre 1000 metri quadrati, questa officina lavora al ritmo della tradizione e compie un intero ciclo di fabbricazione “chiuso”, che va dalla trasformazione della lana al finissaggio fino alla confezione del prodotto. Conserva inoltre una collezione assai preziosa di circa 300 calchi di fine Ottocento, ciascuno dei quali intagliati a mano nel legno di pero, grazie ai quali ancora oggi viene realizzato il processo della stampa handmade a ruggine.   

Questo patrimonio fa del Lanificio Leo un autentico museo d’impresa, un luogo che passa da sito produttivo a centro creativo, un incubatore di idee nel quale la tradizione secolare incontra l’innovazione per concretizzare progetti dinamici che si muovono tra contesti differenti e in cui interagiscono design e arti visive, identità territoriale e sapere umano.  

È in questo luogo che si svolge, ad esempio, l’evento Dinamismi Museali, un festival che è celebrazione dell’arte visiva contemporanea e del design.

È qui che il territorio trova la sua massima espressione creativa: i modelli della tradizione calabrese diventano prodotti di esclusivo design in cui le linee e le forme sono orientate a valorizzarne specificità e risorse, dalla tipica dimensione rurale alla conseguente operosità dei suoi abitanti.

Ed è così che questa particolare vision ha dato alle creazioni del Lanificio una vocazione internazionale, riuscendo a portare il territorio e i suoi valori identitari oltreconfine, rispondendo ad un’intuizione che finora non era mai stata colta: oggi il Lanificio Leo è una sorta di “editore tessile” che ha saputo mettere al centro il prodotto e il design, che ha usato “vecchie” e nuove tecnologie sempre in una cosiddetta "logica di limite" e cioè in una visione non convenzionale.

La “vecchia” tecnologia quindi non è solo museo d’impresa, non è un ereditato primato storico, ma piuttosto uno specifico ambito d’indagine al pari della nuova tecnologia (rappresentata ad esempio dalle nuove macchine a controllo numerico), e viene utilizzata secondo la stessa visione di studio ed analisi. È così quindi che Lanificio Leo ha abbracciato un rivoluzionario concetto d’innovazione intesa come capacità di vedere in maniera discontinua una certa realtà.

Grazie a questa sperimentazione la stuoia Ludus Ludus si caratterizza per l’originale intreccio di panno follato in lana merinos, che richiama le trame di rete da cantiere; e poi ancora l’invenzione del nuovo Punto Pecora ottenuto stilizzando il disegno del piccolo agnello che è anche il logo del brand.  

Ad oggi il Lanificio Leo ha ottenuto importanti riconoscimenti e realizzato esperienze di valore nel panorama del design, della cultura e dell’impresa. Tra gli altri: nel 2001 è stato finalista del V Premio Guggenheim Impresa&Cultura conseguendo il riconoscimento Cultura di Gestione; nel 2006 Ludus Ludus, Armonic, Punto Pecora e Il festival Dinamismi Museali vengono selezionati tra i progetti della prestigiosa mostra “The New Italian design. Il paesaggio mobile del nuovo design italiano”; nel 2008 il premio Biennale Italia “Design degli Eventi” ha selezionato la nona e decima edizione di Dinamismi Museali come “migliori eventi realizzati In Italia negli ultimi anni”; nel 2010 il progetto grafico Tipicoatipico è in mostra al Design of the other things alla Triennale di Milano; nel 2012, Lanificio Leo inaugura il suo primo stand a Parigi a Maison & Object.

Al prossimo 2023 i nuovi orizzonti di una “sostenibilità” d’impresa.